Archivi categoria: devitalizzazione denti

Gengive che sanguinano: cause, consigli e rimedi

Non riesci a spiegarti perchè quando spazzoli i denti sanguinano le gengive? Quell’insopportabile sapore di sangue è comparso proprio con la gravidanza? Se hai le gengive che sanguinano spesso, qui troverai le tue risposte.

Il sanguinamento gengivale è un problema che affligge molti italiani. I soggetti che ne sono affetti spesso cercano di conviverci, sperando che passi in fretta, ma molto probabilmente non sanno che si tratta di un segno da non sottovalutare.

dentisti-termoli-cordisco-fabio-impianti

Gengive che sanguinano: cause

Essenzialmente, il sanguinamento gengivale può manifestarsi in due modi:

  • In maniera spontanea;
  • In maniera non spontanea (o indotta), se esso avviene durante lo spazzolamento o il passaggio del filo interdentale.

In entrambi i casi la causa più frequente è l’accumulo di placca lungo il margine gengivale (tra dente e gengiva).

La placca è costituita da microbi che danneggiano le gengive dapprima in maniera diretta con le loro tossine e successivamente in maniera indiretta mediante l’infiammazione.

Il tartaro invece, è placca calcificata e contribuisce alla medesima maniera al danno.
Il quadro che si viene a creare, noto come gengivite, causa delle piccole ulcerette internamente alla gengiva, che possono sanguinare sia sollecitate che spontaneamente.

La gengivite si manifesta anche con gonfiore e rossore e se non viene trattata può evolvere in parodontite (volgarmente detta piorrea), causando alla lunga, la perdita dei denti

Fattori predisponenti il sanguinamento gengivale

Se sei una donna in gravidanza, quasi sicuramente avrai le gengive che sanguinano molto più facilmente e molto più spesso.

Ciò è dovuto alle alterazioni ormonali proprie della gravidanza: difatti l’aumento degli ormoni femminili, causa un’infiammazione più marcata a carico dei tessuti gengivali che si traduce in un sanguinamento maggiore. Solitamente, dopo il parto, la situazione si attenua.

In gravidanza l’infiammazione causata da placca e tartaro determina maggior sanguinamento gengivale

Inoltre, l’utilizzo di farmaci quali anti-aggreganti (cardioaspirina) e anti-coagulanti (coumadin) può determinare un sanguinamento gengivale più marcato.

Ulteriori fattori predisponenti possono essere:

  • Pubertà;
  • Ovulazione;
  • Pillola anticoncezionale;
  • Carenza di vitamina C;
  • Diabete;
  • Leucemia.

Ecco qui un video riepilogativo sulle cause e i fattori di rischio del sanguinamento gengivale. Fonte: Società Italiana di Parodontologia.


 I 3 rimedi contro il sanguinamento gengivale

Chiarito dunque cosa causa il sanguinamento delle gengive, possiamo capire come si cura. Fondamentale premessa è che non esistono rimedi naturali: bicarbonato di sodio, limone, polveri magiche, aiutano solo a danneggiare i denti. Vediamo dunque quali sono le tecniche realmente sicure e affidabili:

1. Spazzola e usa il filo interdentale tutti i giorni

Mantenere le gengive con meno placca possibile è fondamentale per evitare che queste sanguinino. Spazzola i denti almeno 2 volte al giorno per 2 minuti e usa il filo interdentale la sera prima di andare a dormire. In questa maniera le gengive non si infiammeranno e non sanguinerai più.

Il filo interdentale è molto importante per prevenire il sanguinamento gengivale in quanto arriva dove lo spazzolino non riesce a pulire

Ciò che andrebbe detto ai pazienti è che se in uno i più punti la gengiva sanguina, è proprio lì che bisogna insistere con lo spazzolamento. L’area è infiammata e se non si pulisce, si infiamma di più.

2. Dai un’occhiata allo strumentario

Sei sicuro che lo spazzolino si a posto? Secondo le linee guida dell’American Dental Association è opportuno utilizzare uno spazzolino a setole morbide (soft). Uno spazzolino particolarmente duro, è troppo aggressivo nei confronti delle gengive e può determinare sanguinamento.

A volte non è tanto la tipologia di spazzolino a determinare il sanguinamento gengivale, quanto la maniera con la quale lo si usa. Ricorda di non esercitare troppa forza come se stessi sfogando i tuoi problemi sui denti ma di spazzolare delicatamente. La maggior parte degli spazzolini elettrici tuttavia, possiede un sensore di pressione (Smart Ring) che si illumina quando si sta esercitando troppa forza.

3. Fai visite periodiche dal dentista

Osservare una scrupolosa igiene orale per limitare al massimo la placca non è sempre sufficiente ad evitare gengive che sanguinano. Questo perchè la placca eventualmente non rimossa si calcifica e forma il tartaro. Il tartaro non può essere eliminato con il comune spazzolino, pertanto è opportuno eseguire una pulizia dei denti dal dentista ogni 6 mesi circa.

Cosa non fare

Cercando nel web i rimedi contro il sanguinamento gengivale, ci si imbatte in un mondo di informazioni, molte delle quali profondamente errate. Ecco dunque una piccola lista di prodotti da evitare in quanto dannosi o semplicemente inutili:

  • Aloe Vera;
  • Bicarbonato di Sodio;
  • Infuso di malva;
  • Limone;
  • Acqua e sale;
  • Antibiotici e anti-infiammatori;
  • Thè nero.

In conclusione tramite l’azione sinergica e combinata di 3 semplici rimedi, è possibile sconfiggere il sanguinamento gengivale dovuto alla placca e mantenere delle gengive sane e durature nel tempo.

Cisti dentale: cos’è e come si cura

La cisti dentale è una cavità che si sviluppa in prossimità dell’apice di un dente, normalmente provvista di un epitelio di rivestimento, contenente fluido sieroso, mucoso o gassoso. 

implantologia Termoli

Cause e sintomi della cisti dentale

Le cause della cisti dentale possono essere varie, ma generalmente sono riconducibili ad una complicanza del processo di necrosi pulpare (morte del nervo del dente). Infatti, spesso a causa di carie profonde e pulpiti può svilupparsi un granuloma dentale in prossimità dell’apice radicolare che, se non curato, può diventare una cisti. Ci sono anche altre cause che possono provocare lo sviluppo di una cisti dentale tra cui interventi di devitalizzazione non correttamente eseguiti. 

La cisti dentale nella sua fase iniziale non produce particolari sintomi, tanto che la diagnosi spesso viene fatta casualmente, attraverso un semplice esame radiografico. Quando raggiunge dimensioni maggiori, invece, inizia a manifestarsi il dolore, più o meno intenso. Altri sintomi possono essere gengive gonfie, alitosi, rigonfiamento del labbro, mobilità dentale, paresi della zona del labbro inferiore. 

Cure canalare devitalizzazione OPT TAC

Tipologie di cisti dentale: radicolare, follicolare e gengivale

 La cisti dentale, in base alle cause, può essere di tre diverse tipologie: 

Cisti radicolare:  è la tipologia di cisti più diffusa. Si sviluppa in seguito a patologie infettive dei tessuti interni del dente. Se non curata, con il tempo può ingrandirsi fino a distruggere l’osso. Se la cisti non è ancora estesa, si può curare attraverso il trattamento endodontico del dente, altrimenti è necessaria la sua asportazione chirurgica e nei casi più gravi anche l’estrazione del dente.

 Cisti follicolare: è una cisti origine genetica e si forma in seguito ad un errore nel processo di formazione del dente. Si cura attraverso l’asportazione chirurgica. 

Cisti parodontale: questa cisti colpisce il legamento parodontale e l’osso circostante ed è associata alla presenza di parodontite avanzata. Può essere curata curando la parodontite.

 Come curare la cisti dentale 

È molto importante curare le cisti dentali perché la loro crescita può assottigliare la mascella e affollare i denti spingendoli tra di loro.

 Per curarle, non è possibile effettuare delle cure standard ma è necessario prendere in considerazione alcuni fattori come la natura del contenuto, la sede in cui si sviluppa la cisti e la gravità della lesione. Generalmente le cisti dentali vanno rimosse chirurgicamente, mentre nei casi più gravi potrebbe essere necessaria anche l’estrazione del dente.

 Lo scopo del trattamento chirurgico è quello di rimuovere completamente l’epitelio, in modo da evitare il riformarsi della cisti (che potrebbe avvenire nel caso dovessero restare delle cellule epiteliali) e fermare la distruzione dell’osso nella mascella e nella mandibola.

 L’intervento viene effettuato in anestesia locale e consiste nell’incisione della gengiva, nella rimozione dell’osso che copre la cisti e infine, nell’asportazione della cisti stessa. Se la cisti è di grandi dimensioni, potrebbe essere necessaria la ricostruzione dell’osso.

 In seguito all’intervento è necessario fare dei controlli periodici per evitare l’insorgenza di eventuali recidive.

L’importanza di ricoprire i denti devitalizzati

dentista termoli

La terapia endodontica comporta un indebolimento degli elementi dentari tale da poterne pregiucare la durata.

dente termoli

I denti devitalizzati (denti che hanno subito un trattamento endodontico) sono più soggetti a frattura rispetto ai denti vitali, la causa è quasi sempre la maggiore perdita di sostanza coronale (la parte di dente emergente dalla gengiva).

I denti devitalizzati necessitano, per poter permanere all’interno del cavo orale, di una ricostruzione coronale questi restauri possono essere eseguiti con una tecnica diretta, (la classica otturazione) o con una tecnica indiretta (rilevamento di una impronta e realizzazione del manufatto all’esterno del cavo orale del paziente).

Quali sono i vantaggi e svantaggi di queste due tecniche di ricostruzione di un dente devitalizzato?

I restauri diretti (otturazioni) si realizzano in una unica seduta dal dentista, sono economici, ma espongono il dente ad un rischio di frattura maggiore rispetto ad un restauro indiretto (corona protesica), Più è ampio il danno coronale e maggiore è il rischio di frattura.

I restauri indiretti (corone protesiche, intarsi ecc.) riducono sensibilmente il rischio di frattura dell’elemento dentario, richiedono almeno due sedute dal dentista per la loro realizzazione ed inoltre sono più costosi di una semplice otturazione.

dentisti-termoli-cordisco-fabio-impianti